Petauro dello zucchero

Questa scheda allevamento paludarium vivarium nasce per dare quante più informazioni possibili ai neofiti che si avvicinano o comprano un paludarium vivarium all’interno delle fiere rettili ESOTIKA PET SHOW.

PETAURO DELLO ZUCCHERO

Tassonomia
*Classe Mammalia
*Ordine Diprotodontia
*Famiglia Petauridae
*Genere Petaurus
*Specie P. breviceps

-Distribuzione
Vive nelle foreste di Nuova Guinea Occidentale (Indonesia), Nuova Guinea e Australia.
-Descrizione
Il petauro dello zucchero, detto anche “scoiattolo volante” è un piccolo marsupiale della famiglia dei Petauridi. La sua caratteristica principale è la capacità di spiccare lunghi salti planati grazie alla membrana estensibile che collega gli arti chiamata patagio, ovvero una membrana di pelle che si estende dagli arti posteriori a quelli anteriori che gli permette di fare planate anche di 70–80 m. La testa ha forma triangolare, le orecchie sono piccole e prive di pelo, gli occhi sono invece molto grandi, indizio delle sue abitudini notturne o crepuscolari. I maschi presentano la cosiddetta “stella” ovvero una zona senza peli sulla testa, sintomo della presenza di una ghiandola sebacea. Pesa circa 70-80 grammi.
Sono presenti circa 10.000 esemplari al mondo. I cuccioli stanno con la madre fino all’età di 4 mesi.

-Allevamento e Stabulazione
Le gabbie per criceti non sono minimamente adatte a questi animali. I petauri in natura amano arrampicarsi e lanciarsi tra i rami degli alberi, e rinchiusi dentro una gabbietta sono destinati ad una vita sacrificata. La gabbia deve essere più spaziosa possibile, sviluppata maggiormente in senso verticale, per sistemare dei rami su cui gli animali possano arrampicarsi.
Le dimensioni ideali minime sono di 200 cm di larghezza e di 180 cm di altezza per una coppia di esemplari.
La gabbia deve essere collocata in una zona tranquilla, dove non ci sia costante passaggio di persone, rumore (televisione, radio, lavatrice) o altre cose che possano disturbare il sonno dei petauri

*Temperatura
La temperatura ideale dell’ambiente in cui alloggiare i petauri è compresa tra 18 e 25°C.

– Alimentazione
I petauri sono onnivori; in natura la dieta si basa soprattutto su sostanze zuccherine (la linfa di acacia ed eucalipto) e insetti (ricchi di proteine). Dal momento che in cattività non è possibile replicare con esattezza la dieta naturale della foresta pluviale australiana ci si deve basare su dei sostituiti, principalmente su frutta fresca dolce e verdure (che tuttavia in natura sono alimenti marginali), con una integrazione di proteine che devono
rappresentare circa un quarto della dieta. I vegetali devono rappresentare il grosso della razione alimentare. Tipi di frutta che in genere i petauri gradiscono sono ad esempio: fichi, mele, pere, banane, uva, papaia, mango, meloni, arance, kiwi, prugne. Come verdure si possono dare piselli dolci, patate americane, carote, mais dolce. Al mattino gli alimenti che non sono stati consumati devono essere eliminati, prima che vadano a male. Come fonte di proteine si somministrano carne, uova, tofu ed invertebrati.
La carne deve essere magra, cotta e completamente scondita; va fornita tagliata in pezzettini minuscoli. Evitate gli insaccati e ogni tipo di carne salata o speziata. Utilizzate solo pezzetti senza pelle, ritagli di grasso od ossa (le ossa sono pericolose perché le loro schegge possono causare lesioni alla bocca e all’apparato digerente). Le uova vanno somministrate bollite e sminuzzate. Il tofu come fonte proteica è superiore a carne e uova, perché contiene una quota di calcio molto maggiore. Gli invertebrati (grilli, cavallette, lombrichi, camole del miele, tarme della farina, farfalle) sono molto graditi ai petauri. Grilli, cavallette e lombrichi sono superiori da punto di vista del contenuto in calcio; le tarme della farina e soprattutto le camole del miele sono invece molto povere di calcio e troppo ricche di grassi, e quindi vanno somministrate solo saltuariamente ed in quantità moderata. I petauri gradiscono anche consumare roditori morti, dai topini neonati (“pinkie”) ad animali più grandi.
Alimenti da evitare:
Non somministrate mai zucchero, dolcificanti, cioccolata, frutta candita, frutta disidratata, le miscele di semi e di frutta secca NON sono un alimento adatto ai petauri; contengono troppi grassi e troppo poco calcio. Questi alimenti possono semmai essere utilizzati come bocconcini occasionali; evitate però la frutta secca salata e tostata e frutta sciroppata in barattolo. Le crocchette per cani e gatti sono troppo ricche di grassi, vitamina A e D, e in quantità eccessiva possono danneggiare la salute del petauro. Sporadicamente si può tuttavia offrire una crocchetta del tipo “light” (magro) delle marche di qualità superiore.

Come Curarlo:
I petauri dello zucchero che seguono una dieta corretta, hanno una bella casa e ricevono tutta l’attenzione di cui hanno bisogno, sono animali felici e sani. Ma anche con la giusta cura, a volte può comparire una malattia o una ferita.
Troverete alcuni rischi comuni qui di seguito.
Carenza di calcio: I sintomi della carenza di
calcio sono zoppia, paralisi e difficoltà nel movimento.
Per evitare la carenza di calcio, date al vostro petauro
cibi ricchi di calcio e degli integratori di calcio.
Costipazione: I petauri dello zucchero potrebbero
diventare costipati se non mangiano abbastanza
fibre. I sintomi sono stomaco duro e dilatato,
difficoltà nel defecare ed escrementi secchi.
Diarrea: potrebbe derivare dall’aver mangiato troppi agrumi, stress o altre cause. Il vostro animale può disidratarsi e morire se il problema persiste e non viene curato.
Obesità: I petauri che seguono una dieta composta da cibi grassi potrebbero diventare sovrappeso.
Parassiti: I parassiti comuni per i petauri sono zecche, pulci, acari, pidocchi, nematodi, parassiti intestinali e tenia.
Stress: Lo stress può essere causato da una dieta sbagliata, malattia, gabbia sporca, gabbia piccola o sovraffollata, troppe attenzioni, solitudine, noia, troppo caldo/freddo o tante altre ragioni. I sintomi potrebbero essere perdita dell’appetito, mangiare in modo eccessivo, dormire troppo o girare freneticamente nella gabbia.

Riproduzione
La riproduzione dei petauri in cattività è generalmente abbastanza semplice a patto che l’alloggio e l’alimentazione siano adeguati. La femmina raggiunge la maturità sessuale a 8-12 mesi mentre il maschio a 10-14 mesi. Il ciclo estrale dura 29 giorni e la riproduzione può avvenire durante tutto l’anno (in cattività). Di solito le femmine partoriscono uno o due piccoli dopo un periodo di gestazione molto breve (16 giorni). Appena nati i piccoli entrano nel marsupio della mamma dove permangono per circa 70 giorni e terminano il loro sviluppo nutrendosi esclusivamente del latte materno. Quando il giovane petauro è ormai troppo grosso per rimanere nel marsupio, è già completamente ricoperto di peli ma non ha ancora aperto gli occhi (si apriranno solo 7-10 giorni più tardi). In questo stadio il piccolo rimane attaccato alla pancia o alla schiena della madre e periodicamente infila la testa nel marsupio per succhiare il latte. Anche il maschio contribuisce alle cure del piccolo e va lasciato nella stessa gabbia della femmina.
Lo svezzamento avviene a circa 4 mesi dalla nascita e a 5 mesi i giovani sono già del tutto indipendenti.

Curiosità
– Perché il petauro dello zucchero ha questo nome? La ragione è che si ciba prevalentemente di frutta, ricca di zucchero. Alla sua dieta di frutta aggiunge proteine quali quelle di grilli e locuste, numerosi nelle regioni australi in cui il petauro vive.
– Il maschio si distingue dalle femmine perché ha una zona priva di peli sulla testa che compare verso i 7 mesi di età: è una ghiandola odorosa che serve al maschio per marcare il territorio e la femmina con con cui vive. La femmina ha l’ombelico con un’ apertura che è il marsupio, invece nel maschio non c’è.

 

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